Yoga Running


Il respiro yogico al servizio della corsa
In ogni attività sportiva, lo sforzo rappresenta quello stato in cui cerchiamo di superare il nostro limite del momento.
Nella corsa, soprattutto in ambito agonistico, questo sforzo si manifesta a diversi livelli, con l’obiettivo di raggiungere la miglior prestazione possibile.Uno degli aspetti più importanti da osservare è il rapporto tra lo sforzo e il respiro.
Durante l’attività fisica, se la respirazione diventa troppo rapida e superficiale, si può entrare in un circolo vizioso che riduce l’efficienza del gesto atletico e peggiora la performance, fino a generare la sensazione di “mancanza di fiato”.In condizioni di sforzo prolungato, il corpo reagisce naturalmente aumentando la frequenza e la profondità della respirazione per soddisfare la maggiore richiesta di ossigeno.
La frequenza respiratoria può così passare da circa 15 atti respiratori al minuto a riposo fino a 40-60 al minuto durante l’esercizio. Tuttavia, respirare in modo eccessivamente rapido e alto nel torace può generare tensione muscolare e diminuire l’efficacia respiratoria.
Yoga e corsa: un incontro utile
Da un paio d’anni, come Studio Yoga Airone, collaboriamo con il preparatore atletico e coach runner Lorenzo Lotti del gruppo “Sempre di Corsa” in un’iniziativa dedicata a podisti e maratoneti: un ritiro sportivo in cui abbiamo sperimentato il legame tra respiro e prestazione attraverso la pratica dello Yoga.
Così come alleniamo i muscoli per affrontare al meglio l’attività di corsa, è altrettanto importante allenare la respirazione per evitare inefficienze che possono compromettere il rendimento o generare la sensazione di “fiato corto”, anche in presenza di una funzione polmonare perfettamente normale.
Il ruolo del Pranayama
Attraverso le tecniche di Pranayama (il controllo consapevole del respiro), praticate nello Yoga, è possibile sviluppare un ritmo respiratorio più efficace e armonico durante la corsa.
Poiché la respirazione è un atto muscolare, una buona tonicità ed elasticità del diaframma, degli addominali e dei muscoli accessori del respiro favorisce una migliore ossigenazione e una gestione dello sforzo più rilassata e fluida.
Non va trascurato, inoltre, l’aspetto emotivo: respiro ed emozioni sono profondamente connessi.
Una respirazione equilibrata aiuta a mantenere calma, concentrazione e il giusto atteggiamento mentale per affrontare la tensione agonistica e la voglia di competere.
La respirazione completa yogica
Una tecnica particolarmente utile è la respirazione completa yogica, che unisce in un unico atto tre fasi:
- Addominale (diaframmatica)
- Toracica
- Clavicolare
L’inspirazione avviene riempiendo progressivamente l’addome, il torace e infine la parte alta del petto.
L’espirazione segue l’ordine inverso: si rilassano le clavicole, si abbassa il torace e infine si rientra con l’addome.
Questa respirazione profonda e consapevole ossigena il corpo, calma il sistema nervoso e riduce lo stress, migliorando concentrazione e vitalità.
Conclusione
Per ogni atleta che desidera migliorare le proprie prestazioni, lo Yoga rappresenta un valore aggiunto nella preparazione atletica.
Integrare le pratiche di respirazione nella routine di allenamento può fare la differenza tra un corpo semplicemente allenato e un corpo realmente in armonia con il respiro e con lo sforzo.
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