Torsioni nello Yoga

Definizione, Effetti Fisiologici, Benefici e Precauzioni
Le torsioni nello yoga sono posizioni (asana) in cui il busto e la colonna vertebrale vengono ruotati rispetto al bacino . In altre parole, il praticante esegue una rotazione assiale della colonna, cambiando l’allineamento delle vertebre l’una rispetto all’altra attraverso l’azione coordinata di vari muscoli .
Le torsioni possono essere eseguite in diverse posture di base: da seduti (es. Ardha Matsyendrasana), in piedi (es. Parivrtta Trikonasana) o supini (es. Jathara Parivartanasana) – in tutti i casi accomunate dal movimento di rotazione spinale attorno al suo asse longitudinale..
Dal punto di vista anatomico, le torsioni mobilizzano in modo significativo la colonna vertebrale e coinvolgono un’ampia gamma di muscoli stabilizzatori e rotatori. La capacità di rotazione non è uniforme lungo la colonna: il tratto cervicale e toracico hanno una notevole mobilità rotatoria, mentre la regione lombare è più limitata a causa della conformazione delle faccette articolari .
I principali muscoli responsabili della rotazione del busto sono gli obliqui interni (sul lato verso cui si ruota) e gli obliqui esterni controlaterali . Ad esempio, ruotando verso destra si attiva soprattutto l’obliquo interno destro, coadiuvato dall’obliquo esterno sinistro .
Altri muscoli contribuiscono alla torsione, tra cui il muscolo quadrato dei lombi, il grande psoas e l’ileocostale sul lato della rotazione .
Durante le torsioni, è fondamentale mantenere la colonna estesa (allungata) prima di ruotare, per distribuire il movimento in modo sicuro lungo tutte le vertebre ed evitare compressioni eccessive.
Uno degli effetti più citati delle torsioni è la stimolazione degli organi interni nell’addome. Ruotando e comprimendo delicatamente il busto, queste posizioni esercitano un massaggio su organi come intestino, fegato, reni, pancreas e stomaco. Durante la fase di torsione, il lato del corpo che viene compresso spinge fuori il sangue venoso dagli organi interni; nella fase di rilascio, un nuovo afflusso di sangue ossigenato raggiunge quei tessuti . Questo meccanismo è spesso descritto metaforicamente come una “strizzata” degli organi – simile a strizzare un panno bagnato – che avrebbe un effetto detossificante e rinfrescante, migliorando la circolazione sanguigna negli organi viscerali .
Secondo fonti tradizionali, tale azione aiuterebbe ad eliminare tossine e sottoprodotti metabolici, ottimizzando la funzionalità di fegato, reni e organi digestivi .
In termini fisiologici, le torsioni sono ritenute benefiche per la digestione, poiché la compressione alternata può stimolare l’intestino e aiutare il transito intestinale, alleviando problemi come la stipsi lieve. Ad esempio, posizioni in torsione come Ardha Matsyendrasana sono considerate ottime per “muovere il cibo” nel tratto digestivo e alleviare la costipazione .
Va tuttavia sottolineato che l’idea delle torsioni come mezzo di detox non è supportata da evidenze scientifiche dirette.
La depurazione dell’organismo è compito principalmente degli organi emuntori (fegato, reni), i quali lavorano in modo continuo indipendentemente dalle posizioni yoga assunte.
Studi recenti sottolineano che non esistono prove che le torsioni migliorino la vascolarizzazione del tratto digerente oltre i livelli normali – il sistema digerente è già naturalmente ben irrorato .
In altre parole, i benefici “disintossicanti” sono da attribuire più al generale miglioramento del metabolismo e della circolazione ottenibile con l’esercizio e la respirazione profonda nello yoga, che a uno “strizzamento” meccanico delle viscere.
Tuttavia, la pratica regolare dello yoga (inclusi gli asana in torsione) può certamente giovare alla funzione digestiva in modo olistico: ad esempio, studi clinici su persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) hanno dimostrato che un programma di yoga riduce significativamente i sintomi gastrointestinali e migliora lo stato d’ansia e la qualità di vita rispetto a controlli non praticanti .
Questo beneficio potrebbe essere mediato dall’aumento del tono vagale e dalla riduzione dello stress che la pratica dello yoga induce, il che a sua volta favorisce la motilità intestinale e l’equilibrio della flora digestiva (asse intestino-cervello) .
In sintesi, pur non “disintossicando” magicamente gli organi, le torsioni favoriscono la digestione e la salute viscerale grazie al massaggio meccanico ai visceri e all’attivazione della risposta parasimpatica (rilassamento), con possibile sollievo di disturbi come gonfiore addominale, costipazione e indigestione.
Le torsioni conferiscono importanti benefici alla colonna vertebrale sia a livello strutturale che neuromuscolare. Innanzitutto, ruotare la colonna in modo controllato mantiene i dischi intervertebrali idratati e mobili: il movimento funziona come un “lubrificante” che favorisce gli scambi di fluidi nei dischi e nelle articolazioni vertebrali, contribuendo alla loro salute.
Inoltre, come già accennato, questi asana aiutano a preservare (e incrementare) la flessibilità spinale: studi sperimentali hanno mostrato che un programma di esercizi di hatha yoga può aumentare in modo significativo la mobilità della colonna vertebrale, persino in donne oltre i 50 anni .
Le torsioni coinvolgono una contrazione attiva dei muscoli del core (addominali obliqui, trasverso, multifidi spinali), il che porta anche a un miglioramento della stabilità e della forza del tronco. In particolare, l’azione degli obliqui interni – spesso ipoattivi in soggetti con dolore lombare cronico – viene allenata dalle torsioni e ciò può contribuire a una migliore stabilizzazione del rachide lombare .
Infatti, contrariamente a quanto si credeva in passato, le torsioni yoga eseguite correttamente non aumentano il rischio di mal di schiena– al contrario, possono aiutare a prevenire e ridurre il dolore lombare cronico rinforzando la muscolatura di supporto .
In conclusione, le torsioni nello yoga offrono un esempio illuminante di come una singola famiglia di posture possa generare effetti multipli sull’organismo: meccanici, fisiologici ed energetici.
Sia che l’obiettivo sia migliorare la salute della schiena, favorire la digestione o ricercare un senso di rinnovamento e purificazione interiore, le torsioni sono alleate preziose sul tappetino yoga. La letteratura scientifica dedicata specificamente a queste posizioni è ancora esigua, ma crescente nell’ambito della ricerca sugli effetti dello yoga in generale.
Man mano che nuovi studi approfondiranno i meccanismi d’azione delle torsioni – ad esempio misurando l’impatto sul sistema nervoso o sui marker digestivi – potremo comprendere ancora meglio perché queste antiche posizioni, descritte già nei testi antichi di Hatha Yoga come portatrici di “distruzione di molti mali” ,
Buone Torsioni a tutti.
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